Solidarietà all’Asharam!

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Solidarietà all’Asharam!

Sono tante le esperienze che nelle diverse Regioni italiane mettono in campo sperimentazioni estremamente importanti ed interessanti. Oggi più che mai, la ricerca di forme e pratiche nuove ed innovative è diventata la chiave di volta alla base dell’agire di chi cerca di costruire una società multiculturale basata sul riconoscimento e sulla valorizzazione delle differenze esistenti tra le persone e tra i popoli: mentre la Lega crea mostri da sbattere in prima pagina, c’è ancora chi giorno dopo giorno dimostra in maniera incontrovertibile che il “Babau” non esiste, e che fin troppo spesso il vero orco si annida nei nostri pregiudizi.

 A maggior ragione, dunque, quanto accaduto il 15 dicembre a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, non può che lasciarci sgomenti ed amareggiati. È intollerabile l’idea che un luogo come “Asharam”, bene confiscato ad affiliati al clan D’Alessandro e trasformato in presidio di “Libera” ed in centro accoglienza per migranti, possa essere vittima di un incendio doloso di matrice xenofoba o camorristica. “Asharam” rappresenta il riscatto di un quartiere dimenticato da tutti, come quello di Santa Caterina, e la risposta alla devastazione portata dalla criminalità organizzata nelle nostre città e contro le nostre terre. Le centinaia di persone provenienti da ogni parte del mondo (spesso giovani richiedenti asilo) che hanno trovato accoglienza in questa struttura sono la chiara espressione della possibilità di costruire luoghi in cui genti di diverso credo religioso, razza, sesso o appartenenza ad un determinato gruppo etnico, sociale o culturale convivano insieme perseguendo obiettivi comuni ad ogni essere umano.

 Non possiamo che manifestare la nostra piena solidarietà all’“Asharam”, perché quell’esperienza non deve fare un solo passo indietro rispetto a quanto di buono costruito finora. Le istituzioni facciano immediata chiarezza sull’accaduto, ed intervengano affinché un simbolo di pace e solidarietà come l’“Asharam” non venga più colpito da gesti vigliacchi e vergognosi come questo.

Vincenzo Di Costanzo 

 

 

 

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