Appello a Zingaretti per difendere la 194

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Appello a Zingaretti per difendere la 194

20.000 sono gli aborti illegali calcolati dal ministero della Sanità con stime mai più aggiornate dal 2008, 40.000, forse 50.000 quelli reali. 75.000 gli aborti spontanei nel 2011 dichiarati dall’Istat, ma un terzo di questi frutto di interventi auto prodotti finiti male. Cliniche fuorilegge, contrabbando di farmaci, fughe all’estero, e sul corpo delle donne non è mai andato fuori moda l’antico e ricco business che la legge 194 aveva provato ad allontanare. Perché succede ancora? Perché, nonostante ci sia una legge, ottenuta a suon di lotta, che ha prodotto un enorme avanzamento sui diritti delle donne in questo Paese, ci sono ancora donne costrette alla clandestinità della propria scelta?

La verità è che l’IGV (Interruzione volontaria di gravidanza) non è garantita da nessuna parte, o meglio, non è garantito che negli ospedali ci siano medici, ginecologi, non obiettori, così come la legge indica, come dovrebbe essere. Che importa se dietro le scelte delle aziende ospedaliere, o dell’indifferenza dei dirigenti, ci sia la negazione della libertà di costruire il proprio futuro, anche attraverso processi drammatici la maggior parte delle volte, segnati da storie mai facili, mai scontate, eppure così importanti e determinanti, in cui libertà significa consapevolezza ma soprattutto il più delle volte significa sicurezza. Perché di questo si tratta: del tutelare le donne nella propria scelta, consentendogli di poterla agire all’interno di un contesto sicuro, dove non si rischia la morte e non si finanziano le mafie.

E invece solo nel Lazio gli obiettori di coscienza sfiorano l’80% dei ginecologi e il 70% degli anestesisti, causando un enorme disservizio, per cui le liste d’attesa diventano infinite, sfiorando i novanta giorni entro cui è possibile abortire, e gli stessi medici non obiettori, che sono pochi, non riescono a garantire il loro stesso lavoro. Non è difficile pensare a metodi alternativi, disperati, di chi ricorre al meglio alla fuga, al peggio a fare da sé in condizioni rischiose e pericolose.

Per questo deve essere garantita la presenza di medici non obiettori negli ospedali, per questo la 194 va difesa in ogni sua parola, perché si tratta di un diritto che non può essere negato e sulla cui tutela gravano scelte delicate e la libertà delle donne di poter decidere sul proprio corpo e sulla propria vita.

La decisione di garantire la 194, con la presenza di medici non obiettori negli ospedali, è competenza delle Regioni, e per questo aderiamo alla campagna #maipiùclandestine, con la quale chiediamo al Presidente Zingaretti di garantire la presenza di medici non obiettori nei presidi ospedalieri pubblici e convenzionati, garantendo così la piena applicazione della 194. E ci auguriamo che la campagna possa estendersi a tutte le Regioni d’Italia, perché nessuna donna possa mai più essere lasciata sola davanti alla rivendicazione del suo diritto di scelta.

Per aderire alla campagna:

http://maipiuclandestine.noblogs.org/iniziative/appello-a-zingaretti/

 

Giulia Ragonese

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