A Pisa Tilt saluta Napolitano. A suon di reddito

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A Pisa Tilt saluta Napolitano. A suon di reddito

Con un coreografico lancio di banconote al vento abbiamo salutato Giorgio Napolitano oggi in Piazza Garibaldi. Le tilt-note simboleggiano la nostra voglia di reddito, una provocazione sul denaro e sui salari precari che percepiamo.

Oggi, in occasione della visita del presidente Giorgio Napolitano, TILT Pisa ha fatto la sua prima uscita pubblica, lanciando la tre giorni che a fine novembre vedrà riunirsi centinaia di giovani della sinistra diffusa. Si discuterà di reddito a tutto campo, per poi lanciare una campagna politica invernale, incalzando i politici e la politica su un tema generazionale che per i giovani di TILT è non negoziabile. In quei giorni si terrà anche l’assemblea costituente dell’associazione nazionale.

Per TILT Pisa è (ri)cominciato tutto in uno splendido campeggio sul mare, tra il 31 agosto e il 4 settembre, quando mille ragazzi e ragazze si sono incontrati e riconosciuti: per età, per desiderio, per passione politica. Lì abbiamo fatto TILT!

Noi – prosegue nel comunicato il gruppo pisano – siamo arrivati da Pisa forti di un’esperienza condivisa da tempo e freschi di Fateci spazio, un partecipatissimo dibattito tra welfare, giovani ed enti locali il cui perno erano le forme di contrasto e trasformazione della precarietà, svoltosi a Pisa lo scorso 23 maggio alla Limonaia con gli assessori

Simoncini e Fratoianni rispettivamente per la Toscana e la Puglia, Celeste Costantino dell’associazione DaSud e il giornalista Oliviero Beha.

E da una marea spumeggiante di idee nacque la voglia di rifarlo, di ritrovarsi ancora, di approfondire, di andare avanti, perché avevamo forse trovato la rotta. Una parola correva sulla bocca di tutti, burocratica e inevitabile: reddito. Reddito. Quella cosa che dovrebbe dare la misura della qualità della vita e che noi non sappiamo bene se ne abbiamo uno. Abbiamo redditi a termine, a progetto, redditi occasionali e redditi intermittenti; sono queste le qualità delle nostre vite.

Vogliamo reddito. Chiediamo reddito. Pretendiamo reddito. Lotteremo per averlo, sarà un conflitto sano, democratico ma non per questo meno aspro, creativo e determinato. È la qualità del nostro lavoro e della nostra vita che è in gioco, è la possibilità di lavorare dove le nostre capacità sono giustamente remunerate e di non sottostare all’incapacità di un padroncino o all’inefficienza di un sistema finanziario. È dire che la crisi non può ricadere sulle nostre spalle, che non possiamo essere noi gli ammortizzatori umani di chi ha sperperato. Davanti a una crisi del lavoro che esige il dispiegamento di nuove garanzie sociali, l’obiettivo deve essere quello di costruire un welfare in grado di salvaguardare la qualità di vita e i diritti alla copertura sanitaria, alla previdenza, alla giusta redistribuzione delle risorse pubbliche.

 

TILT Pisa

 

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