Memoria a cura di TILT per la Commissione Lavoro del Senato sulla Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo sui salari minimi

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Memoria a cura di TILT per la Commissione Lavoro del Senato sulla Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo sui salari minimi

Roma, 20/01/2021

Memoria a cura di TILT per la Commissione Lavoro del Senato sulla Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo sui salari minimi

La nostra associazione nazionale, TILT, esprime parere favorevole alla Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a salari minimi adeguati nell’Unione Europea.
Già nella nostra audizione presso la commissione Lavoro del Senato avevamo spiegato le ragioni che muovono la nostra organizzazione a favore dell’istituzione del salario minimo anche in Italia. Noi siamo una rete di precari e precarie che negli anni ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo garantito nel aprile del 2013. Già da allora infatti ritenevamo che l’istituzione di un reddito minimo garantito avrebbe aiutato a stabilire anche una soglia di salario minimo che avrebbe innalzato i livelli di salario di quanti anche tra di noi si collocano nella fascia dei working poor, lavoratori e lavoratrici poveri. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle come l’assenza di lavoro e di lavoro di qualità abbia comportato l’abbassamento dei salari per tutte e tutti coloro che non sono dentro i contratti nazionali di lavoro, i giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro, le donne spesso inspiegabilmente sotto pagate anche a parità di curricula e mansioni.
A maggior ragione oggi, dopo un anno, il 2020, che ha sconvolto le nostre vite con la pandemia e le misure di restrizione, sentiamo la necessità di incentivare misure come questa che possano rilanciare occupazione e consumi, proprio a partire da quelle fasce che sono maggiormente in difficoltà.
Giovani, donne e lavoratori e lavoratrici precari, sottopagati o inoccupati aspettano da tempo l’occasione di attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Questa direttiva si muove in quella direzione seguendo i principi di pari retribuzione, del dialogo sociale e del coinvolgimento dei lavoratori, della parità di genere e delle pari opportunità. Coerentemente con le priorità del semestre europeo.
Anche l’analisi dei dati su un pacchetto di misure si fatto pare determinare una valutazione di impatto positivo, esattamente come credevamo. Un aumento dei salari minimi fino al 60 per cento del salario lordo mediano dimostra che questo migliorerebbe l’adeguatezza dei salari minimi in circa la metà degli Stati membri. Dunque tra 10 e 20 milioni di lavoratori e pensiamo a maggioranza lavoratrici trarrebbe vantaggio da questa misura, essendo molla fondamentale per far ripartire i consumi proprio dopo il blocco della pandemia del Covid 19.
Una riduzione di circa il 5 per cento del divario di genere già da sola determinerebbe il favore a tale proposta. Se a questo aggiungiamo una riduzione generale di circa il 10 per cento della povertà lavorativa si conferma una misura imprescindibile per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia da Covid 19.
È inoltre testimoniato da studi e da esperienze consolidate che chi spende di più è proprio chi ha meno e dopo un anno di lockdown tra le persone che si sono impoverite sono tanti i bisogni che porterebbero ad aumentare i consumi se si avesse un aumento dei salari e dunque della disponibilità di queste persone.
Infine appare corretta e fondamentale l’idea del monitoraggio e della costante raccolta dati, è proprio su queste basi che si costituisce anche l’emersione del lavoro nero di cui almeno il nostro Paese è ancora vittima. Siamo dunque convinti della opportunità di questa proposta e del dovere di coglierla.
Come Tilt ci dichiariamo pronti a sostenere queste misure e la loro implementazione anche attraverso un osservatorio italiano specifico di cui vorremmo fare parte in quanto parte sociale non sindacale, rappresentante di chi per assenza di contratti nazionali rimane escluso da tutele e rappresentanza. Oltre che di tutto il genere femminile troppo spesso ingiustamente penalizzato.
Restiamo a disposizione per qualunque chiarimento.
Cordialmente
Maria Pia Pizzolante
Presidente Nazionale Tilt

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