Verità per Giulio Regeni

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Verità per Giulio Regeni

ODIO GLI INDIFFERENTI.

Così scrivevo quasi un mese fa, tornando dalla fiaccolata organizzata a Fiumicello dall’Amministrazione Comunale saputa la notizia della tragica scomparsa, in mezzo ad amministratori con la fascia,  tantissimi giovani, una marea di gente.

Citando le parole di Gramsci, lette dal sindaco Ennio Scridel, tanto care a Giulio, tutti ci sentivamo parte del dolore di quella famiglia, di quella comunità, il dolore di ognuno di noi.

Giovedì, seguendo un’iniziativa lanciata da Amnesty International e poi appoggiata da soggettività e associazioni, cercheremo di non dimenticare, prima di tutto noi stessi, quel ragazzo e la sua storia, il suo insegnamento di cittadino del mondo.

Ma chiederemo tutti assieme, forte e chiaro, giustizia ma prima ancora VERITÀ. Chiediamo al governo e alla nostra ambasciata (e a quella egiziana davanti a cui ci sarà un sit alle ore 14) che non vengano nascoste informazioni e responsabilità. Se non potete tornarci quella vita umana, ridateci la verità. Lo dobbiamo alla famiglia, lo dobbiamo a noi stessi.

Anche a Staranzano, paese in provincia di Gorizia in cui sono assessore comunale,  come sta già accadendo su molte terrazze di cittadini e di diverse istituzioni pubbliche, appenderemo lo striscione di Amnesty International e non lo toglieremo finché non ci sarà data una risposta.

Giulio era un cittadino del mondo, un attento osservatore delle ingiustizie, era un ragazzo come molti di noi che non gli bastava quella “verità ” scritta sulla carte governative o sui giornali: voleva cercare quella originale, capire e lottare affinché gli ultimi abbiano spazio sociale. Studiava il sindacato egiziano, stava dalla parte dei lavoratori e dei loro diritti. Infangare la sua memoria facendo illazioni sulla sua vita privata è il peggior modo per ricordarci di lui.

L’ho incontrato tramite amici comuni due volte,  non posso dire di conoscerlo.  Me lo ricordo come un ragazzo brillante,  interessante. Tante persone che conosco lo conoscevano, lui e la sua famiglia. Persone perbene, come si sono dimostrati in questi giorni.

Non voglio essere INDIFFERENTE alle barbarie del mondo, dove contano di più interessi ed equilibri economici e politici rispetto alle vite umane. Voglio essere partigiano della verità, come diceva Gramsci, come voleva esserlo Giulio.

Matteo Negrari

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