Oggi è il momento del coraggio

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Oggi è il momento del coraggio

18 luglio 2015 / Anche su Left

Italia e Grecia, Renzi e Tsipras, sinistra e Syriza, oligarchia e democrazia, controriforme e contrasto alla povertà dilagante: così vicini e così lontani, ecco come siamo. In un continente che sta svelando tutte le sue contraddizioni, in una politica che risulta sempre più una ragioneria di stato, in cui i conti non tornano mai perché lasciano fuori la vita vera, le persone, i loro diritti umani inalienabili.

Mentre scrivo è già andato in scena abbastanza anche se non tutto, l’accordo fatto dall’eurogruppo è una serie di “richieste folli, una follia vendicativa, tradito il progetto europeo. Un colpo terribile, forse fatale. Ma non è colpa dei Greci”: così Paul Krugman, premio Nobel dell’economia. E l’europeismo convinto di molti di noi vacilla, trema, muore.

Da domani forse dovremmo scegliere anche noi. Non siamo Renzi, non governiamo il Paese eseguendo pedissequamente gli ordini di Bruxelles, ma abbiamo il compito inaggirabile di indicare una rotta per il futuro, presto o tardi che sia. La posta in gioco è talmente alta che non bastano più i tweet o i proclami di qualche leader della sinistra che fu. Serve provare a costruire una comunità di persone e un soggetto politico in grado di affrontare le sfide del presente e di candidarsi a fare quello che Tsipras sta provando a fare in Europa e che Renzi non farà mai.

Per questo ben vengano le assemblee e la moltiplicazione degli appuntamenti di riflessione e di messa in comune di pensieri e azioni, ben venga questa stagione in cui servono parole nette e coraggio, ma anche riflessione e studio. Perché non ci si improvvisa attori di una alternativa che è tutta da disegnare e raccontare, perché abbiamo vent’anni alle spalle in cui chi avrebbe dovuto rappresentarla ha abdicato all’opposizione fine a se stessa o al compromesso al ribasso al punto di scomparire. Per questo sono soddisfatta dello sforzo che Sel, insieme ai fuoriusciti del PD e alle tante esperienze più prettamente sociali o di movimento sta provando a mettere in campo. Uno sforzo che parla finalmente anche di rimessa in discussione di leader, ceti politici, parole d’ordine, alleanze, senza frontiere, come recitava il titolo dell’assemblea nazionale che si è svolta sabato a Roma.

Ma oggi le priorità sono altre.

E sono, a partire dallo spazio europeo, priorità che attengono allo stare insieme, alla democrazia, al ruolo dei governi e degli stati nazionali, all’immagine di una socialdemocrazia succube al punto di non manifestare alcuna differenza rispetto ai suoi avversari, di non rappresentare più quel popolo per cui era nata e che si ritrova senza ancore a navigare a vista nel mare magnum della cattiva informazione e del bombardamento di dichiarazioni a senso unico per cui o si accetta questa Europa succube della finanza e dei profitti o si subisce la damnatio memoriae.

Oggi è il momento del coraggio, è il momento di cedere sovranità e certezze, è il momento di coinvolgere più persone possibile e di farlo a partire da nuove idee e nuove pratiche, senza dare nulla per scontato. Non è scontato considerare l’uguaglianza una chimera e abdicare all’idea che intanto difendiamo qualcuno, poi per gli altri, o meglio per le altre, si vedrà. Non è scontato che chi non riesce a liberarsi dai ricatti possa scegliere liberamente e non è scontato giudicare chi non lo fa. Una sinistra che riparte da ciò che non è scontato, questo vorrei e questo proveremo a fare con impegno e determinazione, utilizzando diversi strumenti ma provando innanzitutto a stare insieme in tanti e diversi.

Maria Pia Pizzolante

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