Verso una società della conoscenza: RIPRENDIAMOCI TUTTO!

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Verso una società della conoscenza: RIPRENDIAMOCI TUTTO!

Il reale che viviamo è molteplice, frammentato e complesso: la società ha vissuto il trauma delle contraddizioni aperte nelle sue polarizzazioni tradizionali frammentandosi in un arcipelago di vissuti. Per riuscire a leggere e comprendere le dinamiche nelle quali viviamo e sulle quali agiamo abbiamo bisogno di strumenti adeguati, di una cultura che ci permetta di relazionarci a diversi universi simbolici.

La nostra generazione ha il dovere di rivendicare il diritto di tutt* e di ognun* ad avere tali strumenti, perchè a tutt* e a ognun* sia data la possibilità di modificare e realizzare la propria esistenza individuale e collettiva. Per questo abbiamo le necessità di tornare a pretendere il libero accesso ai saperi, che comprende ma travalica il diritto allo studio, per arrivare alla rivendicazione di luoghi in cui sia possibile costruire collettivamente spazi di autoformazione per la costruzione di un sapere divergente. Accanto alla richiesta di una scuola bene comune è necessario liberare ogni possibile accesso a forme di sapere critiche, conflittuali o alternative perché non è nella sola cultura trasmessa dall’istituzione scolastica che possiamo trovare soddisfazione alla nostra fame di saperi. Poiché, quindi, non è possibile limitare il ragionamento alla necessaria riforma del sistema scolastico o al diritto allo studio, identifichiamo nel reddito, strumento di liberazione delle esistenze, l’unico mezzo in grado di garantire un’effettiva apertura degli accessi.

Questa libertà agli accessi può definirsi compiuta solo nel momento in cui si crei un sistema di circolazione e condivisione aperta delle conoscenze e delle creatività attraverso l’abbattimento delle inadeguate forme della SIAE e del Copyright. La rimozione dei blocchi attraverso il reddito e il raggiungimento di questa libertà degli accessi permette di ragionare sul merito effettivo, ben diverso dalla meritocrazia neoliberista rispetto cui l’attuale governo è in piena continuità con l’esperienza berlusconiana e della quale anche una parte della sinistra sembra subire il fascino. Una democrazia egalitaria, scevra da contemporanee forme di asservimento, necessita di un merito che non nasconda, dietro a un’abusata retorica, differenze economiche di partenza e differenti accessibilità.

Gli anni scorsi siamo scesi in piazza, abbiamo occupato le università e bloccato le strade urlando la necessità di una riforma del sistema scolastico che preveda una forte valorizzazione della ricerca, consci del fatto che il sistematico smantellamento che abbiamo sotto gli occhi è stato accelerato dalla riforma Moratti e dai tagli Gelmini-Monti e mai rinnegato fino in fondo dal centrosinistra di governo. TILT, invadendo le piazze coi bisogni della nostra generazione, stando con gli studenti nella ricerca di spazi per il nostro futuro, vivendo i conflitti che agitamo il mondo dei saperi, vuole camminare a fianco di quelle soggettività che hanno costruito nel tempo un modello alternativo, attraverso pratiche partecipate e inclusive. Continueremo ad essere indisponibili a qualsiasi riforma che depredi l’istruzione pubblica a favore del rafforzamento delle lobby di potere che si nascondono dietro l’istruzione privata, che tagli i finanziamenti alle università, agli istituti di cultura, alla creatività collettiva e individuale, che vada a reprimere la ricerca e l’innovazione, che mortifichi la partecipazione degli studenti nella vita universitaria, che precarizzi ulteriormente la vita dei giovani ricercatori e docenti, che rafforzi le baronie e i potentati. Pretendiamo welfare studentesco, esigiamo la liberazione dei saperi, vogliamo reddito. Non abbiamo più tempo per attendere che altri ci restituiscano giustizia sociale e diritti, e di certo non avremo paura di riprenderci le nostre vite e il nostro futuro.

Matilde Accurso Liotta

Fabio Bertoni

Giuseppe Sirignano

Vincenzo Di Costanzo

Marco Gnugnoli

Alessandro Gerosa

Carmine Christian Ruocco

Daniel Rustici

Irene Ravera

Serena Bramante

Ilaria Ghiro

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