Tilt Lombardia contro le misure del governo Monti

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Tilt Lombardia contro le misure del governo Monti

Il governo Monti sta rivelando sempre più il suo vero volto. Nonostante l’esaltazione continua da parte dei più importanti media italiani e internazionali e la benedizione di alcuni leader stranieri, gli atti e le parole di molti membri di questo esecutivo preoccupano per la totale assenza di discontinuità con il passato.

Per questo TILT! Lombardia ha deciso di rendere pubblico e ben visibile il proprio dissenso verso le politiche inique portate avanti dal governo, con l’appoggio dell’Europa e di buona parte delle forze politiche. L’iniziativa che abbiamo messo in atto vuole portare un messaggio in luoghi simbolo di Milano come il binario 21 della Stazione Centrale, dove da due mesi gli ex-dipendenti dei treni notte lottano perché è stata sottratta loro la dignità di un lavoro onesto e utile alla comunità.

La ricerca di un’alternativa ci sembra doverosa. La crisi del modello neoliberista è evidente, eppure le misure “salva Italia” – come qualcuno ha avuto la crudele ironia di chiamarle – continuano a ricalcare i dogmi del paradigma che la crisi l’ha causata. E d’altronde cosa ci si poteva aspettare da questo governo “tecnico”? Quale “equità” avrebbero mai potuto attuare questi professori, diretta espressione di quel simulacro inattaccabile che continuano ad essere i poteri finanziari?

In questo momento di black out democratico, in cui la politica – dopo mille fallimenti – si è ritirata per lasciar spazio agli esperti imposti dall’Europa, TILT! Lombardia vuole affermare con decisione la propria contrarietà alle decisioni che si stanno prendendo sulla nostra pelle.

Hanno messo in crisi l’economia mondiale, eppure le grandi banche, gli istituti finanziari, la BCE, l’FMI rimangono tuttora il punto di riferimento politico a livello globale, che decide della vita o della morte di un intero Stato. Basti pensare al popolo greco, al quale in questo momento non può che andare tutta la nostra solidarietà. Un popolo vittima di misure violente e disumane decise da un governo costretto dall’Europa ad approvare il proprio suicidio sociale.

In una tale situazione tocca alle generazioni più vessate da questo ventennio di politiche di destra, a noi “sfigati” e “mammoni”, ribadire che una vera alternativa esiste. Dobbiamo farlo perché non vogliamo che il nostro presente e il nostro futuro vengano determinati dalla finanza, dalle banche, dall’Europa, dai tecnici che si riempiono la bocca di parole come “crescita” e “flessibilità”, ma che continuano a ingabbiarci in una precarietà asfissiante.

Dobbiamo quindi imporre un cambiamento vero, che parta dal modello di sviluppo e di consumo per garantire una maggiore equità in favore delle giovani generazioni, senza però cadere nel tranello che ci vuole in opposizione ai cosiddetti lavoratori “garantiti”. Perché il miglioramento delle nostre condizioni di vita non può passare attraverso l’erosione dei diritti degli altri lavoratori. Anzi, proprio per ottenere un cambio di rotta decisivo è necessario collegare la nostra rivendicazione a quella di tutti gli altri.

E a chi ci chiede quali mezzi concreti possono costituire un’alternativa alle proposte di questo governo, la risposta di TILT! è il reddito minimo. Uno strumento in grado di scardinare le distorsioni del mercato del lavoro, rendendo i lavoratori meno ricattabili e dando ai giovani la possibilità di una maggiore autonomia e capacità di scelta. Uno strumento che garantisce la parità di genere e può accompagnare alla pensione chi dovesse perdere il lavoro in età avanzata. Uno strumento antimafia, oggi fondamentale anche qui al nord dove la criminalità organizzata si è insediata fermamente all’interno dei sistemi di potere.

Per affermare tutto ciò, TILT! Lombardia ha deciso di far sentire la propria voce in modo chiaro, con un’immagine altamente significativa, in un luogo altamente simbolico. Perché crediamo possibile un vero cambiamento solo al di fuori dell’attuale sistema. Perché non possono essere sempre i soliti a decidere e a beneficiare delle proprie decisioni. Perché un artificio finanziario come lo spread non deve diventare il metro per giudicare la qualità dell’azione di un governo, quando in gioco ci sono i diritti, la felicità, la nostra vita.

Tilt Lombardia

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