TILT a Orvieto: IN PRATICA

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TILT a Orvieto: IN PRATICA

Nei giorni 14-15 Novembre ad Orvieto si è svolta l’assemblea nazionale di Tilt onlus. Un appuntamento molto partecipato che ha saputo mettere assieme tutti i nodi e le individualità di una rete virtuosa ed in continua crescita.

L’assemblea plenaria del sabato che doveva discutere delle pratiche solidali e delle campagne di mutualismo, accoglienza e nuovi diritti, che l’associazione vuole portare avanti nei territori, è stata però condizionata e ripensata dopo i fatti tragici che nella notte del venerdì hanno colpito Parigi e il cuore dell’Europa.

Durante la plenaria tutti gli interventi hanno saputo miscelare la propria specificità ad un ragionamento più complessivo sul terrorismo.

L’irruzione dell’infamia del terrore, dopo un iniziale e comprensibile spaesamento, sì è trasformata in risposta collettiva. Esattamente ciò che più ci fa amare la politica. L’idea che le paure, le vulnerabilità, le fragilità di ognuno, trovano nella discussione e condivisione con gli altri il modo migliore per elaborare il lutto e far emergere le risposte, di idee e pratiche, di cultura e pensiero. Così la fiaccolata che abbiamo chiamato per costruire un momento di condivisione anche con il resto della città si è trasformata in un momento molto intenso di scambio di parole profonde e mature che da soli non saremmo riusciti a dire. Le nostre armi sono dunque queste: la laicità, la libertà, la condivisione, la politica. E con queste risponderemo a chi ci vuole fermare e spaventare.

“In Pratica”, il nome dell’iniziativa, è stato scelto per provare a costruire un nuovo agire politico nella crisi partendo dalle pratiche solidali, dalla cooperazione per costruire e restituire il senso di utilità alla politica.

La crisi, se da un lato ha fatto esplodere le contraddizioni di un sistema che si regge sulle disuguaglianze e ha creato sempre maggiori difficoltà per milioni di cittadini che vivono condizioni di profondo disagio, dall’altro, proprio a partire dallo svelamento di quelle contraddizioni, ha aperto dei varchi per chi prova a costruire modelli alternativi di produzione, di benessere, di comunità.

L’ineluttabilità di ciò che ci veniva proposto come unico sistema possibile viene contraddetta ogni giorno dalle esperienze più innovative di condivisione, sostenibilità, creatività che a partire dalle giovani generazioni si stanno imponendo. Al posto della competizione, la collaborazione, al posto dell’ego che si autoalimenta, il collettivo, la rete, il mutualismo. Al posto di assistenza ed elemosina, la “maggioranza invisibile” che si autorganizza e che rappresenta la vera ricchezza sociale in termini di idee, di contributi ma anche della capacità di rischiare e dunque di sperimentare. La maggioranza invisibile ed i nuovi poveri oggi non sono l’eccezione ma sono la regola di un nuovo assetto sociale, di un mercato del lavoro che ha sostituito ogni precedente patto sociale ed ha azzerato ogni forma di diritti o rapporto di forza. L’impoverimento riguarda la maggioranza dei cittadini, in Italia e in Europa e sta crescendo in quantità in maniera vertiginosa. Parliamo ormai di decine di milioni di persone, donne, uomini e soprattutto bambini, sotto la soglia di povertà.

Per questo abbiamo chiamato questa due giorni “in pratica” perché non possiamo più star fermi ed assistere ai soprusi dall’alto verso il basso. Vogliamo partire dalle pratiche solidali per colmare i vuoti, ricostruire un campo e per ricostruire nuova militanza che si confronti con la conquista di nuove forme di vita collettiva, più che con il semplice aiuto a chi ha più bisogno.

Dal Baobab a Roma passando per Ventimiglia, a Prato, a Genova, a Bologna, a Napoli si costruisce accoglienza dal basso e mutualismo. Si costruisce sport antirazzista e popolare, si aprono coworking autogestiti e banchi alimentari, si sperimentano Caf, sportelli legali e doposcuola o scuole popolari.

Il basso aggredisce l’alto e l’ideologia dell’individualismo e della competizione e contrapporre la costruzione di legami tra le persone per mettere in comune, formare comunità e praticare da subito un’alternativa di società reale.

Da questo ripartiremo con Tilt e con tutta la nostra rete. Senza mai indietreggiare, semmai provando a interagire con tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco e sperimentare insieme a noi. Ci auguriamo che sia un contributo utile anche al processo di nascita della nuova sinistra in Italia, che se vuole cambiare davvero non può che fare i conti con diversi modelli di organizzazione e militanza.

 

Tilt nasce nel 2011 come strumento per entrare a gamba tesa nella crisi dei partiti, dei sindacati e dei movimenti. Un luogo dove sperimentare nuove forme di partecipazione per attraversare, con idee, pratiche e contenuti innovativi, la politica.

Oggi è una Onlus che assieme ad una rete di associazioni e singoli lavora per arginare la povertà, la precarietà esistenziale e ogni forma di razzismo e discriminazione.

Dopo la tre giorni ad Orvieto siamo più convinti e consapevoli dell’urgenza di rilanciare perché riteniamo necessario rimetterci in cammino senza paura, superando errori e frizioni, lanciando gli occhi soprattutto tra chi soffre, tra i migranti e i rifugiati, tra i precari e i disoccupati, nei movimenti, nei conflitti, tra i lavoratori e le partite Iva per dare voce ai drammi che vive il nostro Paese.

E’ sempre più evidente quanto i partiti facciano fatica a parlare alle persone, in particolare ai giovani, e di quanta distanza ci sia in questo momento tra le vecchie forme di organizzazione e i nuovi luoghi dell’aggregazione, tra la politica e la vita vera di ogni persona che si confronta giorno per giorno con la violenza di questo nostro tempo.

Crediamo di avere sulle nostre spalle la responsabilità di connettere la politica con gli ultimi, con gli sfruttati, con i precari, con i movimenti che difendono il territorio, per ritrovare il senso dell’essere di parte, dell’essere partigiani.

Consapevoli che da questa crisi non si esce se non rimettendoci tutte e tutti in discussione, indagando aldilà di noi stessi e restando soprattutto curiosi sul mondo, rifiutando gli arroccamenti identitari, culturali e politici.

Per questo daremo il via ad una serie di progetti, cercando di valorizzare il nostro essere rete tra diversi, ciascuno con le proprie competenze e specificità, apriremo sempre più luoghi del mutualismo e della cooperazione, metteremo in campo campagne che restituiscano il senso delle pratiche che utilizziamo.

 

Per far questo al meglio abbiamo confermato all’unanimità Maria Pia Pizzolante come portavoce, eletto Cesare Roseti presidente nazionale ed Enrico Sitta nuovo tesoriere. E’ stato inoltre votato, anch’esso all’unanimità, il nuovo coordinamento nazionale composto da: Maria Pia Pizzolante, Cesare Roseti, Enrico Sitta, Alessandro Capelli, Piero Pelizzaro, Valentina Cuppi, Diego Blasi, Marianna Pederzolli, Marta Finiti, David Proietti, Francesca Lacitignola, Agnese Santarelli e Giuseppe Spiezia.

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