Rompere il silenzio: nasce il movimento studentesco “Pubblica-mente”

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Rompere il silenzio: nasce il movimento studentesco “Pubblica-mente”

Nella nostra fetta di terra di Sud c’è un vento che corre e ci attraversa tutti; nessuno escluso. Tutto è iniziato ancora da un sopruso; ancora una scellerata decisione presa all’interno del palazzo dove il potere si accorda senza preoccuparsi del futuro della nostra terra e della nostra generazione. L’amministrazione provinciale della neonata Provincia di Barletta-Andria-Trani e il Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, hanno deciso in un colpo di concedere il via libera per l’istituzione di una Università privata di tutoraggio nel nostro territorio. L’università in questione è la LUM.

Non si tratta solo di un “via libera”. Si tratta di un vero e proprio finanziamento quantificato nella somma di 700.000 euro che verrà destinato alla Lum nella Bat.

Abbiamo raccolto e letto documenti; abbiamo ascoltato le dichiarazioni del Presidente della BAT, Francesco Ventola che sostiene che il finanziamento consiste esclusivamente in borse di studio indirizzate agli studenti della provincia. La convenzione stipulata tra LUM e Patto Territoriale testualmente recita: “le risorse eventualmente eccedenti quanto erogato con borse di studio […] saranno trasferite alla LUM e da essa utilizzate […] in conto spese di impianto […], in conto spese di gestione”. L’affermazione è chiara e le carte lo sono ancora di più.

Noi studenti e studentesse non ci stiamo. Abbiamo deciso di rompere il silenzio per provare a rimettere al centro il bisogno di difendere la scuola e l’università pubblica come unica strada di emancipazione culturale e civile; di liberazione delle coscienze e di sviluppo di un pensiero critico.

Reputiamo totalmente inaccettabili le decisioni prese dall’ente Provincia che, ancora una volta, rovesciano e snaturano il significato del diritto allo studio.

E’ per questo motivo che abbiamo dato vita ad un nuovo percorso partendo da qui, da questo pezzo di Sud: quello del movimento studentesco “Pubblica-mente”.

Vogliamo ribadire e sottolineare con forza l’importanza del sistema scolastico pubblico a cui sono connessi i diritti degli studenti e delle studentesse nel nostro territorio.

 

In un momento storico di tagli all’istruzione pubblica e in cui alla popolazione studentesca vengono continuamente chiesti sacrifici, noi del movimento studentesco Pubblica-mente, non crediamo sia opportuno investire soldi pubblici per finanziare un’università privata nel nostro territorio, come la provincia ha deciso di fare. Piuttosto è prioritario assicurare una formazione pubblica, di qualità e che garantisca il diritto allo studio.

Siamo convinti che esista un unico modo per fuoriuscire da questo periodo di crisi: investire nella scuola e nell’università pubblica.

Con il movimento Pubblica-mente abbiamo posto delle domande all’amministrazione provinciale. Abbiamo domandato:

Perché il Consiglio Universitario Nazionale e il Comitato Universitario Regionale di Coordinamento, vale a dire le Università italiane e pugliesi, il Presidente della Regione e l’Assessore al ramo, sono stati tenuti all’oscuro dell’iniziativa?

Nella nostra Provincia ci sono centinaia di studenti cosiddetti “idonei non beneficiari”, ovvero ragazze e ragazzi che, pur avendone tutti i requisiti, non hanno accesso alle borse di studio solo per mancanza di risorse. Secondo noi l’istituzione da lei rappresentata dovrebbe sopperire a tale carenza, approfittando della disponibilità di fondi. Perché scegliere invece di finanziare parzialmente rette ben più dispendiose con borse di studio del valore di 2.500 Euro ciascuna?

La sede attualmente individuata per l’Università LUM sarà un capannone sito in zona industriale, ai margini della pericolosa strada provinciale Andria – Trani, nei pressi di una discarica. E’ questa una scelta idonea per rispondere alle esigenze degli studenti che quotidianamente dovranno recarvisi?

Quali sono i benefici che la Provincia prevede possano derivare in termini di valore, prestigio, occupazione e qualità della formazione dall’insediamento di questa Università privata?

 

Il silenzio, però, è assordante e ci preoccupa.

Chiediamo che vengano date subito risposte alla popolazione studentesca e annunciamo un periodo di mobilitazione per contrastare questa iniziativa e per rivendicare un modello differente di formazione.

Abbiamo proposte e idee da condividere: reddito di formazione; un fondo per integrare le borse di studio, messe a disposizione dall’adisu, indirizzato ai ragazzi “idonei ma non beneficiari”; investimenti per migliorare la situazione degli edifici scolastici delle scuole della Provincia.

Chiamiamo a raccolta, per condividere questo percorso, tutti gli studenti e le studentesse, soprattutto le forze sociali, i partiti e la stessa società civile presente sul territorio affinché la nostra voce possa arrivare nelle stanze del potere, per iniziare a raccontare un’idea diversa di partecipazione attiva e per difendere insieme la scuola, la conoscenza, i saperi e il mondo dell’istruzione.

 

Pagina del movimento “Pubblica-mente”: https://www.facebook.com/coo.studentibat

 

Vito Ballarino

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