La partecipazione democratica non è attaccabile, ne dai fascisti ne dal questore

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La partecipazione democratica non è attaccabile, ne dai fascisti ne dal questore

Si respirava aria di festa tra i 700 ragazzi che hanno partecipato da venerdì 12 a domenica 14 ottobre all’iniziativa di liberazione e rivalutazione del bastione camuzzi da parte del colletivo cittadino ztl wake up, fino al vergognoso episodio che ha avuto luogo a danni di uno studente che ha partecipato alle attività organizzate dello stesso collettivo all’interno del luogo liberato.  Un vero e proprio agguato preparato con cinghie e bastoni,  dai “soliti noti” neofascisti trevigiani.

Si tratta dell’ennesimo agguato fascista sul territorio, fino ad oggi  minimizzato dalla stessa politica istituzionale trevigiana. Un atto volontariamente mirato a intimidire con la violenza i tanti studenti e soggetti che hanno portato durante la manifestazione un messaggio di aggregazione e socialità all’interno del bastione abbandonato da anni. Un’azione che ha un vero e proprio intento criminale e terroristico, che ha rischiato di minare il clima aperto e pacifico tenuto dagli stessi ragazzi del collettivo. La risposta inadeguata del questore non si è fatta attendere. Una risposta che ha posto sullo stesso piano un’ azione di liberazione di una zona grigia della città con gli atti squadristi di un manipolo di fascisti violenti e fuoricontrollo. Definire l’episodio come uno “scontro tra bande” ha dimostrato all’opinione pubblica tutta l’inapacità del suddetto a leggere correttamente la realtà dei fatti. Non riconoscere l’unilateralità della violenza emersa implica una propensione a non cogliere la differenza tra vittima e carnefice.Una lettura questa che confidiamo venga rivista anche su stimolo di tutte le forze democratiche presenti in città, poichè ogni forma di protagonismo sociale non può essere mai neppure lontanamente paragonata a un’aggressione fascista. L’aria di cambiamento che si respira oggi a Treviso non può e non deve essere repressa nè dai fascisti nè da letture semplicistiche e distratte di qualche funzionario dello stato.E’ ora di avviare dei processi di analisi seri sul territorio che accolgano le ricchezze dei contributi che arrivano dalla società in movimento.Come antifasciste e antifascisti trevigiani non ci lasceremo intimidire da alcun tipo di repressione.

 

Antifa Treviso

 

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