Intervista a Maria Pia Pizzolante, portavoce di Tilt!

 > CONTENUTI  > Intervista a Maria Pia Pizzolante, portavoce di Tilt!

Intervista a Maria Pia Pizzolante, portavoce di Tilt!

 

 Con questa intervista a Maria Pia Pizzolante portavoce nazionale di Tilt! inauguriamo la rubrica “Le Interviste” in cui   proporremo periodicamente interviste su vari temi di interesse.

Maria Pia una breve domanda introduttiva, cos’è e come nasce Tilt? 

Tilt! è una rete di associazioni e singoli che fanno riferimento alla sinistra diffusa. Nasce dall’esigenza di trovare un luogo dell’incontro in un momento di crisi non solo economica ma anche sociale e delle forme tradizionali della politica. In particolare per le generazioni precarie la necessità di condividere conflitti e percorsi va ben oltre i confini delle proprie specificità di provenienza: vogliamo avere un pensiero lungo e proviamo a costruirlo a partire da noi.

Dalla tua risposta si evince che la vostra è una rete complessa formata da espressioni di varie esigenze generazionali. Qual è il collante di queste varie anime?

Il collante è la politica, quella buona, molla di cambiamento per le condizioni di vita delle persone.
Parlare di precarietà di vita, vuol dire per esempio uscire dal solo mondo del lavoro, e parlare di ambiente, di diritti, di welfare e dignità. Questo tiene insieme esperienze diverse senza prevaricarne la storia.

La prima battaglia di Tilt! è quella per il reddito minimo garantito. Come è nata questa scelta?

Ci serviva una proposta concreta per rispondere nell’immediato ai problemi più scottanti che riscontriamo giorno per giorno. Primo fra tutti la ricattabilità. Il reddito è uno degli strumenti per la liberazione delle persone e delle energie e competenze che sono la vera ricchezza di questo paese. É uno strumento europeo, presente in tutti i paesi dell’Unione, tranne, guarda caso, Italia e Grecia.

Quali sono i risultati che avete ottenuto?

Abbiamo consegnato una proposta di legge di iniziativa popolare in cassazione, attorno a cui abbiamo raccolto oltre 50000 firme. Abbiamo creato innanzitutto una coscienza sul tema, che in molti casi mancava completamente. Poi abbiamo creato una nuova coalizione sociale molto variegata di movimenti e collettivi e singoli che hanno a cuore il tema della liberazione delle vite e della dignità delle persone. Infine speriamo di aver prodotto uno strumento utile per il parlamento e per la soluzione di una vera emergenza sociale.

Queste iniziativa ha la concreta possibilità di diventare legge?

Certo. Basta averne la volontà. È una proposta seria che tiene conto delle specificità del nostro paese e non estremamente costosa come ci si immagina.

Puoi dirci in poche battute quali erano le aspettative della vostra rete in merito a queste elezioni? e come vedete l’evolversi di questo ingarbugliato momento politico?

Il nostro punto di riferimento era ed è la costruzione di una prospettiva di sinistra da XXI secolo. Ci auguravamo una maggiore affermazione del centrosinistra, tanto da garantire un governo e non lo stallo che stiamo vivendo. Ci eravamo bensì accorti anche solo durante la campagna elettorale di quanto il linguaggio e la mancanza di coraggio di un pezzo consistente della classe dirigente del centro sinistra minassero la capacità di prospettare una direzione di uscita dalla crisi e vero cambiamento, che invece la maggior parte delle persone, noi compresi, si auspicava per aprire una vera nuova fase di questa malconcia Repubblica.

Qual è la vostra ricetta per cambiare il Paese? Quali le richieste della generazione precaria costretta a emigrare per sopravvivere?

Sarebbe una riposta troppo lunga per stare dentro un’intervista. Rimando volentieri ai nostri manifesti politici http://www.tiltnetwork.it/wp-content/uploads/2012/02/ManifestoTILT-riassunto-DEF-11-12-2011.pdf . Insomma vorremmo il diritto a poter avere un futuro e contribuire così a quello del nostro paese.

Credete che questo parlamento, il più giovane e con il 40% di donne, possa essere pronto a legiferare per cambiare il paese?

Probabilmente in questo parlamento ci sono anche donne e uomini in grado di farlo, ma temiamo che non ci siano le condizioni per farlo. Purtroppo tra composizione degli schieramenti e mancanza di chiarezza di prospettive, si rischia un lungo periodo di stallo che il paese non si potrebbe permettere.

Cosa pensi del movimento a 5 stelle? Molti giovani ne sono attratti come si pone Tilt! nei confronti dei grillini e del loro agire in parlamento?

Il movimento a 5 stelle ha dato voce ad una rabbia comprensibile in un momento così difficile della storia di questo paese. A noi molte delle proposte appaiono vicine alle nostre e sicuramente continueremo a cercare un dialogo di merito sugli obiettivi. Ci spaventa un po’ la finta orizzontalità che a volte nasconde decisioni prese dal leader indiscusso Beppe Grillo, verso cui sentiamo invece maggiore distanza di pratiche e linguaggi.

Quali saranno le prossime azioni di Tilt! e quali sono nuovi obiettivi che vi siete posti?

Sicuramente continueremo a fare battaglia affinché il reddito minimo garantito possa finalmente essere istituito nel nostro paese. Accanto a questo continueremo ad occuparci di precarietà in tutte le sue innumerevoli sfaccettature e far notare gli effetti negativi di quella che abbiamo definito dal principio una non-riforma, quella della ministra Fornero. Apriremo inoltre una discussione su come e quanti spazi pubblici potrebbero essere cantieri di nuova economia e nuova sinistra. Non ci sottrarremo infine al dibattito e si spera alla costituzione di una soggettività ampia e plurale della sinistra.

Pubblicata su www.selsavona.org

user-gravatar
Tilt
No Comments

Post a Comment

Comment
Name
Email
Website