Ferrara18/19maggio RESET Tilt! Assemblea nazionale

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Ferrara18/19maggio RESET Tilt! Assemblea nazionale

Vivere o sopravvivere? Nell’Italia del 2013 questa è la scelta di gran parte della popolazione italiana. La scelta è tra mangiare o studiare, tra mangiare o curarsi, tra lavorare o prendersi cura dei propri figli o dei genitori anziani. Non scelte, ma ricatti di una crisi che attanaglia ceto medio e giovani generazioni. Una crisi ignorata da una classe dirigente che, mai come in questi giorni, si dimostra incapace di avere una visione chiara sul rilancio del paese. Vent’anni di berlusconismo, la sudditanzadel centrosinistra, il governo dei tecnici, che ha rilegato all’oblio le sostanziali differenze delle proposte per uscire dalla crisi, hanno prodotto uno spaesamento e una sensazione di inefficacia dell’agire politico. Il risultato elettorale ne è testimonianza.

I due mesi che sono trascorsi da quel risultato dimostrano che pezzi consistenti della classe dirigente non riescono a dare risposta alla richiesta di cambiamento della società, generando immobilismo e confusione su un futuro che si prospetta cupo per chi, su quel futuro, dovrebbe costruire il proprio progetto di vita (in particolare le giovani generazioni). Il governo di larghe intese è la soluzione peggiore, la non-soluzione. Proprio quando si dovrebbe intraprendere una nuova strada, segnare una svolta con riforme necessarie, l’unica risposta è stata quella di fare un governo con chi ci ha condotti a questo disastro.

Allora RESET.

Riapriamo spazi di riflessione e di pratica politica nuova, diversa e di sinistra, quella che desideriamo costruire. Spazi in cui costruire esperienze positive di nuova economia, etica e solidale, di nuovo welfare, moderno e attento alle diversità. Spazi in cui ricreare una socialità volta alla cooperazione e alla formazione. Spazi in cui costruire battaglie di rivendicazione e avanzamento dei diritti; come quella che stiamo portando avanti in Toscana contro il decreto liberalizzazioni, che ha aggravato la condizione di precarietà dei lavoratori e delle lavoratrici dei centri commerciali aperti senza soluzione di continuità; o come quella sull’antiproibizionismo, che non riconosce la battaglia di quei pazienti che necessitano della cannabis ad uso terapeutico e la sua legalizzazione una lotta alle mafie.

Per questo e altro ancora vi invitiamo il 18 e il 19 Maggio a Ferrara, nel cuore dell’Emilia, distrutta dal terremoto dello scorso anno, ma che ha saputo rialzare la testa e ricostruire. Perché questa è la metafora del nostro agire e perché Ferrara è una città d’arte e di cultura senza la quale non possiamo ripartire.

 

 

 

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