ottobre 2013

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Contributo di TILT! alla Conferenza nazionale ecologista di SEL

Roma, 26 ottobre 2013

«La battaglia per il clima e la salvezza dell’ambiente è la nuova frontiera dell’antifascismo nel mondo». Al Gore.

La crisi ambientale che il nostro pianeta sta attraversando, ci impone scelte radicali per riformare un sistema ormai al collasso. Un capitalismo sempre più distruttivo tenta di amministrare questi sconvolgimenti attraverso le regole del mercato, ipotecando il futuro di miliardi di persone per il semplice profitto. La salute, la cultura e la bellezza del paesaggio sono fattori troppe volte secondari rispetto ad un sistema economico in crisi, che tenta di ripartire attraverso la precarizzazione del lavoro e con scelte distruttive per l’ambiente. Le istituzioni nazionali e internazionali hanno troppe volte un ruolo secondario rispetto alle forze economiche private che dettano sempre più l’agenda politica degli stati. Come Tilt crediamo che sia necessario riappropriarci del ruolo regolatore delle istituzioni, coinvolgendo attivamente le comunità locali e puntando ad una riconversione ecologica della produzione e dei consumi.

Un mondo a sesso unico

Per la mia generazione nata e cresciuta con la consapevolezza che tutto era possibile, che le battaglie delle nostre madri ci avevano regalato la possibilità di scegliere e autodeterminarsi, il femminismo è una scoperta della maturità. Quando inizi a capire che a scuola si continua a parlare e raccontare un mondo a “sesso unico” (quello maschile), quando cerchi un consultorio pubblico e non lo trovi, quando capisci che la 194 è sempre a rischio, dato il numero di medici obiettori e gli attacchi di certa politica e certi mondi ultracattolici, quando arriva una crisi per tutti e le donne la pagano il doppio, in termini economici, ma anche e soprattutto sociali. Ecco allora che il femminismo torna ad essere protagonista, nonostante tutto.

L’ ex-colorificio di Pisa racconta una storia all’intero Paese.

Una storia ambientata nell’ex-colorificio, uno dei tanti cadaveri di una produzione industriale che ormai non c’è più e che, sparendo, lascia come tracce da un lato edifici, stabili, interi quartieri abbandonati all’incuria ad imbruttire anche le città più belle, dall’altro conserva in mano di privati e industriali (J colors in questo caso) atti di proprietà e con questi privilegi: il privilegio di negare l’accesso, il privilegio di comprare, vendere, speculare, come se l’intera città fosse il giardino di casa.

Corsi per razzisti e sessisti

Due giorni fa ho scoperto con profonda amarezza che l’Associazione Anassim di Bologna (Donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo) propone alla cittadinanza razzista e sessista di Bologna seminari, corsi, lezioni, pratiche virtuose, stage e incontriterapeutici. Offrendo la propria esperienza e la professionalità di donne specializzate.

http://radio.rcdc.it/archives/corsi-di-recupero-ai-razzisti-e-la-lega-insorge-126051/

Uscita la notizia sui giornali, non siamo stati risparmiati dal “botta e risposta” tra la responsabile dell’associazione e un consigliere comunale della Lega. Tutte cose di cui avremmo fatto a meno, è vero, ma sulle quali abbiamo una volta per tutte la necessità di aprire gli occhi.