giugno 2013

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Il decreto che “Boccia” il futuro…

Via libera al Consiglio dei Ministri al D.L. Occupazione.

In materia di lavoro, questo decreto,  prevede un incentivo per i datori di lavoro,  fino a un massimo di 650 euro mensili destinato alle assunzioni stabili di giovani di età compresa fra i 18 e i 29 anni. Per poter accedere a questi incentivi il lavoratore , oltre rientrare nella fascia di età, deve vivere da solo, non aver conseguito il diploma e avere figli a carico. Una piccolissima fetta di cittadini potranno vedersi concretizzare un contratto a tempo indeterminato.

Alessandro Capelli (coordinamento TILT! e delegato Politiche giovanili a Milano) sul Milano Pride

La scenografia la conosciamo: la più imponente crisi economica degli ultimi 70 anni, una crisi strutturale che condanna senza appello i modelli di produzione, di consumo e di scambio che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. Una crisi che parla al cuore del sistema e che contemporaneamente attanaglia le nostre possibilità di poter essere e diventare. A subire ancora di più questa situazione sono le generazioni giovani, quelle del non lavoro, della precarietà come condizione esistenziale, che vedono le proprie risorse intrappolate nei labirinti di questo paese. E’ proprio il contesto in cui tutti i giorni si sente sempre dire a qualcuno che fino a che non sarà finita la crisi non sarà tempo di parlare di diritti, di uguaglianza, di cittadinanza. O, peggio, è il contesto in cui si sentono vagheggiamenti razzisti, deliri machisti, farneticazioni omofobe.

L’Italia contro diritti umani: l’accusa del rapporto di Amnesty International 2013

L’articolo di Giulia Giraudo

“I rom hanno continuato a subire discriminazioni, a essere segregati in campi, sgomberati con la forza e lasciati senza casa. Sistematicamente, le autorità non hanno protetto i diritti di rifugiati, richiedenti asilo e migranti. Sono nuovamente falliti i tentativi d’introdurre il reato di tortura nel codice penale e di creare un organismo nazionale indipendente per i diritti umani. Non sono state adottate misure sistemiche per impedire le violazioni dei diritti umani da parte della polizia e garantire l’accertamento delle responsabilità. È rimasta diffusa la violenza contro le donne, in particolare gli omicidi”.