ottobre 2012

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Ancora diritti dimezzati

Affrontare il tema dei diritti civili in Italia, da sinistra, oggi, è come sfondare una porta aperta e trovarci dietro un portone di gomma ben serrato. Tutte le rivendicazioni essenziali sono state passate ai raggi X decine di volte, tra stanze private, salotti televisivi, aule giudiziarie e dibattiti pubblici, ma a fronte di un favore diffuso nella società non si hanno risultati concreti nelle aule parlamentari.

La disoccupazione record e quella garanzia a un reddito minimo che non c’è

I numeri, a volte, possono fare paura. Perché a guardarli bene raccontano la società di oggi. E nel caso della disoccupazione la preoccupazione è lecita. Soprattutto per quel che riguarda i giovani. Un nuovo studio di Eurostat racconta quello che sta accadendo nei paesi europei. Il grafico, del The ‘Atlantic, parla chiaro: sempre più ragazzi non hanno un lavoro ed è una condizione in crescita. I dati sono aggiornati ad agosto e presentati solo ora. In Grecia si parla del 55 per cento. La Spagna il 53. Questo vuol dire che ci sono più persone sotto i 25 anni che non hanno lavoro, rispetto a chi ce l’ha. E in Italia? Almeno uno su tre non ha un impiego.

La partecipazione democratica non è attaccabile, ne dai fascisti ne dal questore

Si respirava aria di festa tra i 700 ragazzi che hanno partecipato da venerdì 12 a domenica 14 ottobre all’iniziativa di liberazione e rivalutazione del bastione camuzzi da parte del colletivo cittadino ztl wake up, fino al vergognoso episodio che ha avuto luogo a danni di uno studente che ha partecipato alle attività organizzate dello stesso collettivo all’interno del luogo liberato.  Un vero e proprio agguato preparato con cinghie e bastoni,  dai “soliti noti” neofascisti trevigiani.

Investire sui giovani: intervista a Vito Ballarino

”Investiamo sui giovani”. E’ questo lo slogan di chi crede vivamente che sia investire sulle giovani generazioni la chiave di volta per dar vita ad un nuovo senso di comunità capace di far crescere la propria città.  Questo dialogo è tratto da una chiacchierata fatta con un giovane 23enne andriese, Vito Ballarino, che nonostante la tenera età, vanta un curriculum del tutto rispettabile. Attualmente iscritto alla Facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna, nel 2006-2007 ha realizzato ‘Visuoni’, installazione d’arte contemporanea; nel 2008 ha vinto il bando ‘Principi Attivi’ con cui ha realizzato ‘Visuoni Festival’ di cui è stato direttore artistico, progetto dedicato alla musica e all’arte sperimentale. Nel 2009 fonda l’associazione culturale ‘Ulisse’ e nel 2010 è stato l’organizzatore di due edizioni di ‘Racconti per un’Andria migliore’. Vito ha anche collaborato al ‘Festival Internazionale Castel dei Mondi’ ed è stato amministratore della società di organizzazione di eventi ‘Di arte in arte’.

Primum vivere, il bilancio di una generazione “imprevista”

Primum Vivere. La vita prima di tutto anche nella crisi. Con questo incipit alcune voci del femminismo storico hanno convocato una due giorni a Paestum, nella città in cui, 36 anni fa, il femminismo italiano si incontrò per uno storico raduno. “Tante cose sono cambiate da allora – si legge nella lettera di invito – ma le istanze radicali del femminismo sono vive e vegete”. E nella radicalità dei temi e delle questioni proposte dalla “lettera di convocazione” donne di diverse generazioni hanno potuto riconoscersi partecipando alla costruzione di questo percorso anche nei mesi precedenti attraverso incontri, dibattiti, documenti, articoli.

Verso Paestum, a partire da noi

Desideriamo confrontarci a Paestum, ma lo facciamo con le nostre parole e le nostre urgenze. Partiamo da noi, trentenni di questi anni, dalla precarietà lavorativa ed esistenziale, dalle nostre condizioni materiali di esistenza. Dalla nostra soggettività politica investita dalla crisi, dalla sua carica ideologica, dai suoi effetti patologici che performano la materialità delle nostre vite, le nostre percezioni, i sentimenti, il modo di guardare al futuro. Alla sua negatività ci sottraiamo mettendo al centro il “desiderio di politica” e la pratica politica delle donne come politica diffusa nei tempi e negli spazi del quotidiano. Partire dalle donne, dalla loro vita, dalle loro esperienze ed elaborazioni, può costituire un terreno comune per ripensare all’alternativa.