settembre 2012

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Verso una società della conoscenza: RIPRENDIAMOCI TUTTO!

Il reale che viviamo è molteplice, frammentato e complesso: la società ha vissuto il trauma delle contraddizioni aperte nelle sue polarizzazioni tradizionali frammentandosi in un arcipelago di vissuti. Per riuscire a leggere e comprendere le dinamiche nelle quali viviamo e sulle quali agiamo abbiamo bisogno di strumenti adeguati, di una cultura che ci permetta di relazionarci a diversi universi simbolici.

#Occupysunday

C’era un tempo in cui la domenica era il giorno in cui si riteneva sacrosanto e assolutamente normale il diritto al riposo lavorativo. E quindi il diritto al pranzo sereno con annesso dolcetto dopo il caffè, il diritto a “90° minuto” sul sofà e il telecomando sotto il cuscino, il diritto alla passeggiata in bici al parco con la famiglia, il diritto di raccogliere un po’ di amici per una chiacchierata, quelli che durante la settimana si trascurano per troppo lavoro.

Dal 15 al 21 ottobre…una settimana per il reddito garantito!

Nel giugno scorso un’ampia coalizione di associazioni, reti sociali, partiti, movimenti, comitati, collettivi ha lanciato la campagna per un reddito minimo garantito in Italia. Una campagna nata intorno ad una proposta di legge di iniziativa popolare che intende istituire anche nel nostro Paese una garanzia per il reddito per coloro che sono precari, disoccupati e inoccupati, oggi soprattutto giovani, donne e Working Poor.

Anche la figlia dell’operaio vuole diventare dottoressa

Ovvero come la sinistra deve adeguarsi ai tempi moderni e cambiare prospettiva.

Usiamo strumentalmente uno dei mantra tradizionali della sinistra: “Anche l’operaio vuole il figlio dottore” perché ci sembra estremamente appropriato per rappresentare le difficoltà che vive la sinistra nel presente.

Il punto di analisi per noi non è tanto cosa vuole l’operaio (o meglio non nel rapporto con la prole), ma i desideri e il futuro di quella sua figlia, che deve finalmente e prima che sia troppo tardi, avere la possibilità di scegliere. Quella possibilità non è nelle facoltà di suo padre, vessato dalla crisi e non più in grado di sostenere la crescita della propria famiglia, ed è giusto che non lo sia, ma nell’indipendenza di quella figlia nella sua autonomia e nella sua aspirazione di liberarsi una volta per tutte dalle gabbie che un sistema di padri e padroni, hanno innalzato sulle vita vera di tutti e soprattutto di tutte

“Luoghi Comuni”: ragionando di spazio urbano e beni comuni

Il dibattito e le battaglie che hanno portato alla vittoria del referendum sull’acqua hanno acceso i riflettori su quali siano le risorse fondamentali e irrinunciabili per una comunità e, dall’acqua, si è passati a considerare tutti quei beni che si collocano o dovrebbero collocarsi nello spazio pieno di potenzialità tra pubblico e privato.

L’idea dell’autogoverno ci spinge a guardare con crescente interesse tutte quelle esperienze (e sono ormai molte!) che rivendicano la possibilità per le comunità di avere parte attiva nelle decisioni strategiche e di programmazione del territorio che abitano.